28 Agosto 2026 · 5 min di lettura

Nel percorso ESG di un'impresa, la documentazione ha un ruolo fondamentale.

Policy, procedure, registri, indicatori, report, codici etici, sistemi di gestione e questionari permettono di raccogliere informazioni, strutturare processi e rendere più leggibile il profilo ambientale, sociale e di governance dell'organizzazione.

Ma un documento, da solo, racconta soprattutto ciò che l'impresa ha formalizzato. Non sempre permette di comprendere con la stessa profondità come quel processo venga effettivamente applicato nella realtà aziendale.

Ed è proprio questa distinzione che assume particolare importanza quando le informazioni ESG vengono utilizzate per costruire una valutazione o un Rating ESG.

Dal dichiarato al documentato

Molti percorsi ESG iniziano correttamente dalla raccolta delle informazioni.

Un questionario può chiedere, ad esempio, se l'impresa dispone di una politica per la sostenibilità, di procedure per la salute e sicurezza, di sistemi per la gestione dei fornitori oppure di presidi relativi alla governance.

La risposta dell'impresa costituisce un primo livello informativo. Se alla risposta viene associato un documento, la qualità dell'informazione aumenta: non abbiamo più soltanto una dichiarazione, ma un elemento formalizzato che può essere analizzato.

Possiamo quindi distinguere due primi livelli:

DICHIARATO → DOCUMENTATO

Il passaggio è importante. Ma non necessariamente conclusivo del processo.

Un documento dimostra che qualcosa esiste. Non sempre come viene applicato

Immaginiamo due imprese dello stesso settore e di dimensioni simili.

Entrambe dispongono di una procedura per la gestione degli adeguati assetti organizzativi. Entrambe hanno adottato un codice etico. Entrambe dichiarano attività di formazione del personale. Entrambe possiedono documentazione relativa alla sicurezza dei dati e dei lavoratori.

Da una prima analisi documentale potrebbero apparire molto simili. Nella realtà operativa, però, potrebbero esistere differenze significative.

In una delle due imprese la procedura potrebbe essere conosciuta dal personale, applicata, aggiornata e supportata da registrazioni coerenti. Nell'altra potrebbe esistere formalmente, ma avere un livello di applicazione molto più limitato.

I documenti possono quindi essere simili. Le evidenze operative possono non esserlo.

Il terzo livello: il riscontro

Per questo diventa utile introdurre un ulteriore passaggio:

DICHIARATO → DOCUMENTATO → RISCONTRATO

Riscontrare non significa partire dal presupposto che ciò che l'impresa dichiara sia errato. Significa approfondire la qualità dell'informazione disponibile e verificare, secondo il perimetro della valutazione, se esistono elementi coerenti con quanto dichiarato e documentato — ma anche far emergere le prospettive di miglioramento.

Durante un'attività di Due Diligence on site possono quindi essere approfonditi aspetti quali la presenza effettiva dei presidi descritti, la conoscenza e applicazione delle procedure, la coerenza tra documentazione e operatività, la tracciabilità di determinati dati e indicatori e la presenza delle evidenze previste dal processo.

L'obiettivo è aumentare la comprensione dell'organizzazione, la conoscenza organizzativa e la consapevolezza di tutti. Non semplicemente raccogliere più documenti.

Perché la Due Diligence on site può fare la differenza

L'analisi documentale rimane una componente essenziale del Rating ESG. La verifica sul campo non la sostituisce. La completa.

Il valore della Due Diligence on site consiste soprattutto nella possibilità di mettere in relazione quanto emerge dalla documentazione con il contesto reale nel quale l'impresa opera.

Un dato, infatti, assume maggiore significato quando è possibile comprenderne l'origine. Una procedura diventa più informativa quando è possibile valutarne il livello di efficacia nell'implementazione. Un presidio di governance diventa più leggibile quando è possibile comprenderne l'effettivo funzionamento e gli esiti prodotti.

Ed è proprio da questa integrazione tra documenti ed evidenze operative che può nascere una base informativa più solida per la valutazione.

Non tutte le informazioni richiedono la stessa profondità di verifica

È importante anche evitare un equivoco.

La verifica sul campo non significa necessariamente verificare fisicamente ogni singola informazione ESG prodotta dall'impresa. La profondità dell'analisi deve essere coerente con la metodologia applicata, il perimetro dell'incarico, la materialità degli elementi analizzati, il livello di rischio e la disponibilità delle evidenze.

Il principio non è quindi "verificare tutto indistintamente".

Il principio è comprendere quale livello di evidenza sia appropriato rispetto al giudizio che deve essere formulato.

È una differenza sostanziale.

Dal riscontro alla valutazione

Il Rating ESG rappresenta il risultato finale di un processo. Prima del giudizio esistono dati, documenti, evidenze, analisi e verifiche.

Per questo una rappresentazione utile del percorso può essere:

01

Dichiarato

Permette di raccogliere l'informazione.

02

Documentato

Permette di analizzarne la formalizzazione.

03

Riscontrato

Consente di approfondirne la coerenza con le evidenze disponibili.

04

Valutato

Trasforma le informazioni, con metodologia, in un giudizio.

DICHIARATO → DOCUMENTATO → RISCONTRATO → VALUTATO

Il modello di Outlook Rating ESG

Nel processo di Outlook Rating ESG (ORE) l'analisi documentale viene integrata con attività di Due Diligence on site, secondo il perimetro e i criteri previsti dalla metodologia applicabile.

L'obiettivo è qualificare le evidenze che concorrono alla costruzione del Rating ESG e rendere più leggibile il percorso che conduce dal dato iniziale al giudizio finale.

Questo approccio non mette in contrapposizione questionari, documentazione e verifica. Al contrario, li considera livelli complementari dello stesso processo informativo:

La qualità del Rating dipende anche dalla qualità del processo

Quando si osserva un Rating ESG, l'attenzione tende naturalmente a concentrarsi sul risultato finale. Ma due rating apparentemente simili possono essere costruiti attraverso processi profondamente diversi.

Per questo diventa sempre più importante comprendere non soltanto quale giudizio sia stato assegnato, ma anche come si è arrivati a quel giudizio:

Sono queste domande che aiutano imprese, clienti, filiere, parti interessate e utilizzatori del Rating a comprendere meglio il significato del risultato.

La documentazione rimane essenziale. Ma quando il Rating ESG deve rappresentare in modo strutturato il profilo di un'organizzazione, conoscere ciò che è stato dichiarato e documentato può non essere sufficiente.

Occorre comprendere, nel perimetro della valutazione, quanto quelle informazioni trovino riscontro nelle evidenze disponibili.

Perché il valore non è soltanto nel dato. È nella qualità del processo che permette di trasformare quel dato in un giudizio.

WE VERIFY BEFORE WE RATE.

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Outlook Rating ESG può effettuare una prima analisi preliminare per comprendere il livello di preparazione dell'impresa rispetto a un percorso di Rating ESG.

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